COMPOSITORI DELLA GIOVANE SCUOLA

Abbiamo intrapreso un percorso di riscoperta musicale legato ai compositori della cosiddetta “Giovane Scuola”, quel filone che rivitalizzò la produzione operistica del nostro Paese, dopo il vuoto creato dalla generazione dei compositori successivi alla gloriosa fase storica del Romanticismo di Giuseppe Verdi, dando una svolta decisiva al teatro musicale italiano ed europeo degli ultimi decenni del XIX secolo. Tale Progetto sarà ospitato nella storica cornice del Teatro Nuovo di Torino, sede gloriosa di spettacoli lirici nella città sabauda che ospitò per molti anni, fino alla riapertura del restaurato Teatro Regio, le stagioni liriche dello stesso ente lirico-sinfonico, con la presenza di alcune delle maggiori voci del secolo scorso, quali Tebaldi, Olivero, Stella, Corelli, Del Monaco ecc.
Siamo convinti che il rilancio di alcuni capolavori musicali, sia doveroso nei confronti della salvaguardia della cultura operistica. La fase di progettazione e la scelta dei titoli avviene con la consulenza del M° Alberto Paloscia, esperto conoscitore del repertorio verista.
Il percorso intrapreso ha uno sviluppo triennale e porterà sulle scene del Teatro Nuovo tre titoli raramente eseguiti che mettono in luce l’eclettismo stilistico e la varietà dei temi che l’opera naturalista ha trattato nel suo lungo itinerario.
Si partirà nel 2018 dalla ricorrenza celebrativa dei 150 anni della morte di Umberto Giordano (1948-2018), con la proposta dei tre atti di Mala Vita (prima rappresentazione: Roma, Teatro Argentina, 1992), mai eseguita in terra piemontese, creazione giovanile concepita due anni dopo il trionfo della Cavalleria mascagnana, tratta dall’omonima piéce teatrale di Salvatore Giacomo, ambientata nei bassifondi napoletani, tra donne di malaffare e spregiudicati camorristi, opera antesignana della odierna “Gomorra”;
Nel 2019 sarà proposto un titolo più noto agli appassionati e ai melomani, ma assente dalla città di Torino da molti decenni: il dramma lirico L’Arlesiana di Francesco Ciléa, tratta da una novella del francese Daudet, che immerge la passionalità del verismo nella temperatura idilliaca e malinconica della campagna provenzale, secondo la vena elegiaca e quasi decadente del musicista calabrese: rappresentata per la prima volta al Teatro Lirico di Milano nel 1892, protagonista il giovane Enrico Caruso, Arlesiana ha fatto parte, fino al secondo dopoguerra, del repertorio di grandi artisti del passato, quali i tenori Beniamino Gigli, Tito Schipa e Ferruccio Tagliavini e i mezzosoprani Gianna Pederzini, Elena Nicolai e Pia Tassinari. Il celeberrimo”Lamento di Federico” che il tenore interpreta nel secondo atto è stato il cavallo di battaglia dei più grandi tenori del secolo scorso: da Di Stefano a Pavarotti, da Domingo a Carreras e a Bocelli. Il trienno si concludera nel 2020 con uno dei titoli più complessi e geniali del ricco catalogo teatrale di Ruggiero Leoncavallo, l’Autore dei celeberrimi Pagliacci. Si tratta di Zazà, commedia lirica su libretto dell’Autore stesso tratto da una piéce teatrale di successo dei francesi Berton e Simon, e rappresentata per la prima volta al Lirico di Milano nel 1900. Ambientata negli ambienti parigini legati al teatro di varietà e del café chantant, l’opera di Leoncavallo ha come protagonista una famosa soubrette e ripropone temi assai cari alla poetica del verismo in musica: la solitudine della grande artista (già trattata da Puccini in Tosca e da Ciléa in Adriana Lecouvreur) e del “teatro nel teatro”, vera idea fissa dei compositori della Giovine Scuola, si pensi a titoli quali Pagliacci di Leoncavallo, Iris e Le Maschere di Mascagni, Adriana Lecouvreur. La popolarità dell’opera di Leoncavallo fu legata, fino alla prima metà del Novecento, alle interpretazioni di grandi cantanti-attrici quali Rosina Storchio – che ne fu la prima interprete -, Emma Carelli, Mafalda Favero e Clara Petrella, e si estese anche alla letteratura cinematografica, come conferma il celebre film firmato da Renato Castellani con protagonista Isa Miranda.